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TECNE

Introduzione(1997)
La
pratica di Internet(1997)
La scuola, la
rete e la
riforma(1997)
Essere
ipertestuali(1999)
Tipi e forme
delle pagine
WEB(1999)
La Nuova
Fenomenologia dello
Smanettatore(1999)
Tecne
Introduzione
Tecne, liberamente
traslitterato dal greco, vuol dire arte, ma anche
tecnica.
A livelli normali di
comunicazione, l'italiana tecnica è parola dal senso
chiaro, l'insieme
delle conoscenze pratiche per fare qualcosa. La
parola arte è piuttosto
un miscuglio di richiami a capacità espressive,
creative e
comunicative. Il tema centrale degli scritti che
trovate qui si
impernia su questa dualità ...
Una premessa che è
anche e
soprattutto una promessa: cercherò sempre di
ragionare con quella
saggezza minima che si chiama buon senso ... Fare
ricerche su quanto
hanno detto Gadamer, Husserl, Einstein, o Newton,
Leibniz e gli altri
sui problemi della conoscenza è senza dubbio e
sempre illuminante, come
rintracciare il più esaustivo o il più recente
contributo su un
argomento è senza dubbio e sempre importante,
tuttavia, al livello
divulgativo e non specialistico su cui voglio
lavorare, sarebbero
strategie senza dubbio e sempre inutili.
Intendo citare
soltanto,
se
me ne capiterà l'occasione, quei personaggi che
probabilmente hanno
capito di questo problema molto più di quanto
potremo io e voi :
Leonardo da Vinci che vedeva nella pittura la summa
di ogni sua
ricerca scientifica, Robert Musil che da matematico
si trasformò in
romanziere e poeta, Umberto Eco, semiologo, che "se
ha scritto un
romanzo è perché ha scoperto, in età matura, che
di ciò di cui non si
può teorizzare, si deve narrare", ... ad
esempio.
Lasciamo da parte
allora
per
un istante l'etimologia precisa, la ricostruzione
filologica e
glottologica dei termini... Proviamo a immaginare di
dover spiegare
perché in italiano le parole arte e tecnica sono
distinte. Proviamo, ma
non è facile affatto, certamente non facile quanto
sembra. Si pensi a
un artigiano, il falegname ad esempio : la sua
professionalità consiste
nel possedere le capacità per costruire un oggetto,
e quindi deve
sapere bene come quell'oggetto apparirà quando sarà
realizzato. Il suo
mestiere è fatto di tecnica, ma l'opera che esegue
viene svolta ad
arte, appunto, nel senso di una sensibilità
particolare verso
l'oggetto. Lo stesso diremo di un cuoco, ... ma
potremmo dirlo di
Giotto? La difficile tecnica dell'affresco è alla
base delle sue
qualità artistiche, risponderebbe un "tecnicista",
mentre un "artista"
controbatterebbe sicuramente che è l'arte dentro
Giotto a spingerlo
verso una perfetta acquisizione di quella tecnica
necessaria a dare
espressione concreta all'arte stessa. Il buon senso
potrebbe già dirci
che si tratterà di individuare una via di mezzo tra
queste risposte...
e in prima approssimazione potremmo anche
individuare nell'artigianato,
o arte applicata, un punto interessante per
chiarirci le idee, magari
scorrendone la storia dai ceramisti greci ai Della
Robbia, e da William
Morris a Marcel Breuer.
Il tecnico e
l'artista non
sono che le due facce di un problema annoso della
cultura nel suo
complesso, soprattutto di quella italiana. Separare
il mondo della
cultura in due specie di tronchi autonomi, da una
parte i pratici e
concreti "tecnici" e dall'altra i teorici e
idealisti "artisti"
rappresenta un errore davvero secolare, che
necessita di una correzione
il più possibile immediata.
La mia ipotesi è che
questo
è il momento giusto.
*
Con quale diritto e
con
quale competenza parlo di un problema tanto
rilevante?
Si vedano le mie
modeste
note personali nel curriculum interno al mio WEB,
per stabilire che non
ne ho diritto ! Ma ... vorrei sottolineare che non
sono uno specialista
di nulla, se si eccettuano forse un paio di epoche
storico-artistiche,
e che so un poco di tutto, o almeno di quel tutto
che di solito si
chiama cultura generale, l'informatica e Internet
comprese. Tecne
raccoglie alcuni testi che ho scritto su temi di
questo genere.
I testi hanno origini
diverse e diversi ne sono i presupposti, anche se
"Internet" nelle sue
varie forme e nei suoi disparati contenuti potrebbe
apparentemente
porsi come dato unificante. In realtà il tema
sotterraneo che mi ha
guidato e che dovrebbe alla fine risultare evidente
è piuttosto "la
Cultura di oggi, in presenza di Internet".
Insegno Storia
dell'Arte
da
dieci anni nelle superiori e ho con la didattica un
rapporto
totalizzante, nel senso che buona parte della mia
vita si orienta in
quella direzione. L'osservazione anche casuale di
qualunque fenomeno mi
provoca una quasi immediata formula esplicativa,
costruita non per me,
ma per un eventuale ascoltatore.
Normalmente so farmi
capire,
ma da quando sono abbonato a Internet ho cercato
spesso, e spesso
invano, di spiegare ad amici, colleghi e allievi di
che cosa si tratta.
Nonostante la manualistica che spiega
insistentemente quanto sia
"semplice" collegarsi alla Rete, il problema da
affrontare con i non
esperti di PC appare comunque di notevole portata.
Ogni parola deve
effettivamente essere spiegata, ogni termine reso
concreto, ogni
analogia dimostrata.
I manuali ci sono, e
sono
tantissimi. Gli scaffali di Informatica nelle grandi
librerie sono
pieni di volumi, e buona parte di essi hanno a che
fare con Internet.
Sono usciti testi di ogni genere, al 90 %
completamente inutili, cari,
e neppure piacevoli da sfogliare. Ma la moda
Internet trascina, e il
mercato ha le sue leggi. Continuare a far credere
che collegarsi e
lavorare con Internet è facilissimo, serve a far
vendere sia
novantanove libri inutili su Internet, facilissimi
da scrivere, sia
quel libro su cento che fornisce informazioni.
I neofiti, newusers
secondo
l'uso informatico, non riescono a capire cos'è
Internet neppure davanti
alla pratica di Internet. Ho capito questo con
stupita precisione,
quando mi sono reso conto che il neofita davanti a
Netscape in fase di
navigazione somiglia a me davanti a certi
video-giochi controllati da
abilissimi e veloci teen-agers. Si vede, si segue
forse un senso, ma
non si capisce.
La soluzione per
imparare
è
provarci in prima persona, andare avanti, lavorarci,
provare e
riprovare ancora... poi leggere i manuali utili, che
saranno a quel
punto comprensibili e necessari, e dopo i manuali
finalmente leggere i
capitoli di "TECNE - ovvero come la cultura
cambia nei tempi di
Internet", .... con il che mi garantisco un
lettore non
sprovveduto, che è poi quello cui mi rivolgo.
Naturalmente sarei
felicissimo di venire a sapere, magari tramite
e-mail!, che anche un
neofita dei PC ha potuto trarre qualcosa di utile da
quello che ho
scritto.
Roma - 1997
Tecne
La
pratica
di
Internet
Che cos'è Internet
dimostrato attraverso un esempio.
"....... la rete
Internet
è
in primo luogo uno strumento di comunicazione.
Proprio come la rete
telefonica, Internet nasce per permettere la
comunicazione e lo scambio
di informazioni. Le informazioni scambiate su
Internet tuttavia non
sono suoni - o meglio, non sono solo suoni. Sono
informazioni dello
stesso tipo di quelle che un qualunque personal
computer è in grado di
utilizzare e manipolare: testi scritti, ma anche
immagini e suoni
digitalizzati...... non sono semplicemente
organizzate secondo la
metafora dell'ipertesto: sono un ipertesto.
Il lettore ....
deve però sapere fin d'ora che fino a quando non
avrà capito almeno
nelle linee essenziali cos'è un ipertesto, e perché
tanta parte
dell'informazione distribuita attraverso Internet ha
una forma
ipertestuale (o, per essere più esatti,
ipermediale), non potrà dire di
aver compreso cos'è Internet."
La citazione è da
Internet
97, ed. Laterza, di Marco Calvo, Fabio Ciotti,
Gino Roncaglia e
Marco Zela, disponibile sia in Rete che in
libreria. E il punto
centrale è già toccato, l'ipertesto. La prossima
citazione è personale
:
"Un ipertesto è un
testo
in
cui sono presenti elementi di collegamento con altri
oggetti.
Un ipertesto non è altro che un testo farcito di
collegamenti interni
e/o esterni.
Un ipertesto può essere composto da varie parti:
-----elementi di testo, elementi grafici, come
fotografie e
illustrazioni, elementi animati, come film e cartoni
animati, elementi
sonori;
-----collegamenti.
Per creare un ipertesto, deve essere presente almeno
un elemento della
prima serie e almeno un collegamento. è chiaro
quindi che, data
l'evidenza dei primi, il punto saliente sta nel
collegamento.
Il collegamento o Link è una parola, una frase,
un'immagine o comunque
un singolo elemento della prima serie che consente,
attraverso l'uso
del mouse, di deviare la nostra lettura in un altro
punto
dell'ipertesto.
In pratica il Link consente di saltare avanti,
indietro o fuori. Questo
altro punto sarà di nuovo uno degli elementi citati,
ma .... può essere
interno (e l'avremo preparato noi), o esterno (e
potrebbe benissimo
essere preparato da altri che neppure conosciamo!)"
Il Web, da cui deriva
il
concetto stesso di ipertesto e che è tuttora la
madre (o il padre
?) di ogni ipertesto, non è tutta la Rete, ma
ne rappresenta la
parte più popolare, più appariscente e di fatto più
produttiva.
Dopo aver assimilato
queste
nozioni preliminari, vediamo, per capirci attraverso
un esempio
concreto, di riassumere l'attività di uno studente,
che decida di usare
il Web per strutturare la sua tesi di laurea su un
tema interno
all'opera di John Steinbeck. Questo ci servirà anche
ad abbozzare un
ulteriore definizione di ipertesto.
Premesso che
preparando la
tesi oggi, in questi giorni (prima metà del
1997) il nostro
studente è comunque diverso da uno studente che
lavorava con Internet
nel 1996 o che ci lavorerà nel 1998, dichiariamo
subito gli oggetti che
Marco ha comunque bisogno di possedere e/o di
conoscere oggi,
nel 1996, nel 1998, ma anche nel 1950 e nel 2050:
-
tutti i titoli di Steinbeck,
vale a dire la
bibliografia completa dell'autore ;
-
tutta la letteratura critica su
Steinbeck, compresi
i pezzi sui giornali ;
-
il
materiale
tematico relativo al soggetto o all'idea-guida
della tesi.
Cosa dovrebbe fare
Marco
senza Internet? Comprare i libri oppure fotocopiare
i giornali oppure
telefonare ai segretari di biblioteca, per
ricostruire le bibliografie.
Questo lavora passa necessariamente per l'America e
per le emeroteche e
le Università americane. La strada normale è di
rintracciare una
persona all'interno di una biblioteca, o un altro
studente, o un
docente, che possa inviare per posta o per fax a
Marco le fotocopie di
quanto gli serve.
Si può
ragionevolmente
stimare in due mesi il tempo minimo, e in quattro
mesi il tempo
massimo, per ottenere il materiale necessario,
escludendo un viaggio in
America, ma comprendendo qualche migliaio di scatti
per le telefonate
necessarie e altre varie perdite di tempo se c'è di
mezzo la posta.
Marco avrà in mano per fax o per posta diversi
pacchi di fotocopie, e
l'esame di questo materiale scritto prenderà
moltissimo tempo. (E non
dimentichiamoci che risulta spesso necessario
trascrivere a mano alcune
cose, spesso non proprio brevi). Il tema della tesi
(potrebbe essere il
viaggio, oppure le donne, oppure i lavoratori visti
da Steinbeck) deve
essere ricercato con pazienza ; naturalmente Marco
fa ancora a tempo a
cambiare tema (se il relatore glielo consente),
sulla base del
materiale che ha a disposizione.
Seguiamo adesso
ancora
Marco, ma attraverso un PC e attraverso Internet.
(Tutto quello che
segue è
stato effettuato ed è verificabile in rete ; chi ha
già esperienza di
questo settore, può saltare a piè pari).
1° passo
Motori di ricerca in Italia e USA
I motori di ricerca
sono
potentissimi software a disposizione di qualunque
utente li voglia
utilizzare ; sono in grado di sfogliare i titoli o
addirittura i
contenuti di tutte le pagine di tutti i web
registrati presso il motore
stesso , e pressappoco si tratta di tutti i web nel
mondo.
Per accedere a un
motore
di
ricerca basta conoscerne l'indirizzo e, se
possibile, le
caratteristiche ; YAHOO! è il motore più noto, anche
se somiglia a un
rotocalco più che a uno strumento di lavoro, essendo
infarcito di altri
materiali, come notizie in diretta e pubblicità ;
YAHOO! fornisce
risultati solo nell' ambito di siti espressamente
dedicati a Steinbeck,
o addirittura a categorie interne a YAHOO! stessa
che hanno come nome
Steinbeck.
Passando a LYCOS o a
ALTAVISTA, motori di ricerca più analitici, ma
ovviamente più
dispersivi, è meglio chiedere "John Steinbeck"
piuttosto che Steinbeck,
in modo da concentrare la ricerca su citazioni
complete, evitando anche
gli omonimi parziali.
In Italia esiste
Virgilio,
e
i corrispondenti di Lycos e di altri motori
americani. Ma è meglio
partire dall'America.
I motori propongono
una
casella dove inserire la chiave di ricerca, nel caso
di Marco :
Steinbeck , o "John Steinbeck" , e dopo aver premuto
il segnale di
SEARCH o di START o simili, per uno o due minuti il
motore gira, fino a
quando non ci segnala i risultati. E qui si entra
subito in un ambito
ipertestuale da un lato e utilitaristico dall'altro.
Risultati della
ricerca in
Altavista, 6490 siti in cui risulta Steinbeck, ecco
i primi 10 :
Alta Vista Web Pages
(1-10
of 6490)
Steinbeck Center
Foundation
- Our mission is the exploration of Human Values
through Universal
ideas found in the works of John Steinbeck. Welcome
to the Steinbeck
Center Foundation....
--http://www.steinbeck.org/
SJSU – Steinbeck
Research
Center - Books By John Steinbeck. with year
published. Cup of Gold -
1929 The Pastures of Heaven - 1932 The Red Pony -
1933 To A God Unknown
- 1933 Tortilla Flat -.
--http://www.sjsu.edu/depts/steinbec/srcbooks.html
Author John Steinbeck
-
nbsp; John Steinbeck (1902-1968) Introductory text
to be added here. A
brief chronology of Steinbeck's life. Chronological
list of Steinbeck's
books....
--http://www.monterey.edu/other-sites/history/steinbeck.html
My favourite
Steinbeck's
works - My favourite Steinbeck's works: "The Errant
Knigt" "The Winter
of our Discontent" "East of Eden" "Sweet Thursday"
"Wayward Bus"
"Cannary Row"
--http://193.156.27.70/ktc/nata_s13.htm
Steinbeck Resources
Ltd. -
If you are viewing these pages using Mosaic or older
versions of
Netscape, please use the more simplified version of
our pages.
Steinbeck Resources Home...
--http://www.stirling.co.uk/hrm/steinb~1.htm
Southampton College:
The
John Steinbeck Project - The John Steinbeck Project.
Twentieth Annual
MEET THE WRITERS. Benefit Book Fair and Exhibit
Preview was held at the
Elaine Benson Gallery Montauk...
--http://www.southampton.liunet.edu/library/steinbck/jsteinbk.htm
John Steinbeck - John
Steinbeck. The Contemporary Reviews. McElrath, Jr.,
Joseph R., Crisler,
Jesse S. and Shillinglaw, Susan Grace (eds.) This
volume is the first
to...
--http://www.cup.org/Titles/410/052141038X.html
John Steinbeck's
Pearl and
The Red Pony - Steinbeck's The Pearl is based on a
true story he heard
while sailing through the Sea of Cortez with his
biologist friend, Ed
Ricketts. Set in the city of.
--http://www.byronpreiss.com/21st/pearl/pearl.htm
"Dying..." according
to
John
Steinbeck - We should remember our dying and try to
live that our death
brings no pleasure to the world." by John Steinbeck.
A child may...
--http://www.rjgeib.com/thoughts/glad/glad.html
John Steinbeck
Resource
Page
- John Steinbeck. Research Information. Steinbeck
Research Center.
On-Line Research Center; dedicated to John
Steinbeck. Steinbeck
Country. Auto-Biography...
--http://www.luhsd.k12.ca.us/library/stein.html
Se volessimo
consultare i
siti uno per uno adesso, mentre siamo in linea,
impiegheremmo diversi
minuti, probabilmente anche qualche ora. con il
rischio di perderci per
due motivi : a) che abbiamo fretta, b) che vorremmo
leggere tutto, ma
per la fretta non possiamo e finiamo per fare
confusione. Qual è allora
la strada giusta ?
2° passo
Costruzione di file utili
Via via che il motore
elenca
i siti, Marco li salva senza leggerli. Al termine,
stacca la linea,
continua a usare Netscape insieme a un editor di
testo e con calma crea
un nuovo file nel quale ci siano soltanto i siti che
gli sembrano
interessanti. Questa operazione decima, o meglio
raffina letteralmente
i risultati della ricerca fatta dal motore. Si noti
che l'elenco
iniziale di siti non viene distrutto, basta dargli
un nome e
archiviarlo.
Se Marco non sa cos'è
l'HTML, avrà qualche problema di tempo quando dovrà
costruire i suoi
file ; probabilmente sarà costretto spesso a copiare
gli indirizzi, e
non è questione di istanti perché, come ormai tutti
hanno almeno
presente, gli indirizzi http://www............. sono
lunghissimi !
Marco invece ha
voglia di
capire e per due pomeriggi si fa spiegare o legge un
manuale di HTML,
dopo di che è in grado di costruirsi un file htm da
solo (per lo scopo
che stiamo descrivendo, le nozioni di HTML
necessarie sono realmente
minime).
3° passo
Sintesi
Utilizzando le pagine
salvate dai vari siti con cui si è collegato, Marco
scoprirà di avere
in mano tutto il materiale necessario ! Se si
controllano i soggetti
dei primi 10 siti sopra elencati (ricordiamo : i
primi dieci di oltre
6000) si noterà che già in un paio di essi sono
sicuramente presenti
una bibliografia completa di Steinbeck, una
biografia e una serie di
contributi recenti.
A questo punto se
Marco ha
nella directory Steinbeck del suo computer tutti i
file salvati con
vari nomi, può effettuare una ricerca, ad esempio
con la funzione TROVA
di WIN95, secondo il filo ad esempio della parola
WORK. I risultati
saranno sorprendenti. Buona parte del lavoro
materiale della tesi è
fatta nel giro di due tre giorni.
4° passo
Notizie fresche : E-Mail
Chi ha svolto il
lavoro
della tesi di laurea sa una cosa : si viene a sapere
più dalla gente
che dai libri. Questo vale anche in Rete, come non
si stancano di
sottolineare tutti i manuali e tutti gli utenti.
Esempio : quanti
studenti
in
Italia hanno già fatto una tesi su Steinbeck ?
Marco, normalmente, lo
verrebbe a sapere prima o poi, e rintraccerebbe
qualcuno di quei
ragazzi, disposto sicuramente a dargli una mano. Ma
con Internet la
cosa è immediata e soprattutto internazionale :
Marco scrive (sempre la
stessa lettera per non affaticarsi troppo) a tutti
gli indirizzi e-mail
che trova sulle pagine web (di solito uno almeno per
pagina), chiedendo
notizie e presentandosi ; in capo a una settimana
riceverà risposta dal
50% dei destinatari e tra tante risposte ce ne sarà
di sicuro qualcuna
che gli fornirà i nomi delle persone che cerca. Il
rapporto via e-mail
è straordinariamente veloce sia per motivi pratici,
sia per lo spirito
ancora pioneristico e entusiasta di chi la usa.
5° passo
Notizie fresche : NewsGroups
Un'altra strada, che
sarebbe
la più fruttuosa in teoria, ma che non sempre lo è
nella pratica,
sarebbe di rintracciare e iscriversi a un newsgroup
che abbia come tema
l'argomento più vicino a Steinbeck possibile, la
letteratura americana
probabilmente. Il problema è che i newsgroups di
Internet sono
infestati da cento messaggi stupidi per uno
interessante.
Vale comunque la pena
di
provare.
In pratica Marco
riciclerà
(se non vuole aggiornarla) la lettera già scritta e
inviata ad
inidirizzi determinati, nella quale si presentava e
chiedeva
gentilmente le ultime novità negli studi su
Steinbeck. Questa lettera
viene ora depositata nelle bacheche dei newsgroups,
che sono appunto
dei settori di Internet dove la gente scrive
messaggi che tutti possono
leggere, su argomenti definiti dalla bacheca, ovvero
dal NewsGroup
stesso. (Che poi ogni tanto si trovi una cosa che
non c'entra nulla, fa
parte del gioco). Marco farà attenzione che le prime
parole della sua
lettera siano efficaci , ad esempio "John Steinbeck
: I am writing an
essay about him", perché i messaggi vengono elencati
segnalandone la
prima riga come se fosse un titolo.
6°passo
Notizie fresche: Mailing-Lists e corrispondenza
Non è finita. Marco
dopo
una
settimana di Internet (diciamo 50 collegamenti, tre
scatti per volta,
150 scatti, 25000 lire circa) ha materiale per
lavorare a lungo. Questo
lavoro lo deve fare lui, Internet non glielo fa !,
ma è importante che
Marco lo svolga al computer, in modo che tutto il
materiale sia
immediatamente e omogeneamente disponibile. Il
problema delle
trascrizioni non si pone più, sono sufficienti i
facili sistemi di
TAGLIA e INCOLLA.
Nel frattempo, Marco,
ben
consigliato, ha fatto in Internet un investimento
sulla distanza e si è
iscritto ad almeno tre mailing-lists con argomento
"Letteratura
Americana" o simili. Ha spedito alla lista una
lettera molto simile
alle due già citate e si è messo in attesa.
In una mailing list,
che
ha
un soggetto definito come i NewsGroups, ci si
iscrive attraverso un
sistema abbastanza diretto e poi si riceve posta da
tutti quelli che
sono iscritti alla stessa lista. Quindi, è come un
piccolo gruppo di
iniziati che si scambiano opinioni su argomenti
definiti. Solo gli
iscritti possono ricevere i messaggi, mentre nei
NewsGroups le bacheche
sono aperte e non si trasmette posta.
Alle mailing list
sono
iscritti personaggi anche importanti, soprattutto in
America. Si può
essere sicuri che entro una settimana, se Marco avrà
l'accortezza di
scrivere ogni tanto qualche commento, qualcuno della
lista gli
risponderà con notizie fresche oppure segnalandogli
il nominativo di
qualche esperto di Steinbeck.
In pratica, questi
settori
di Internet sono dei passaparola di portata quasi
planetaria e per ora
sono frequentati da gente straordinariamente
generosa e attiva.
Roma – 1997
Tecne
La
scuola,
la
rete e la riforma
Ritengo che esista
una
scuola non appena qualcuno insegna qualcosa a un
altro, e questa è una
premessa ovvia ma ineluttabile. Detto in altri
termini, gli elementi
che definiscono scuola sono soltanto due, gli
insegnanti e gli allievi.
Il resto, dalle aule alle segreteria, dal personale
tecnico alla
presidenza, è qualcosa che viene dopo. E tra le cose
che vengono dopo
esistono anche le strutture e le buone intenzioni,
Le prime sono
importantissime, le seconde meno. Dire che una
scuola è buona in
definitiva, non vuol dire che ha delle belle aule o
che è pulita o che
è disciplinata come una caserma, vuol dire soltanto
che i suoi
insegnanti sanno insegnare.
Dopo anni di
chiacchiere e
di intenzioni mai realizzate, culminate nella follia
demagogica del
1994, a metà maggio del 1997 sono stati resi
pubblici (anche in
Internet e in tempo reale), i risultati di una
commissione di saggi che
il Ministro Berlinguer aveva insediato. Nel
frattempo, il Ministero
della Pubblica Istruzione ha proseguito una precisa
politica di
informazione e consultazione di tutte le parti
interessate in vista di
una globale riforma della scuola. Si ricordi poi che
con la legge
Bassanini sono state introdotte notevoli innovazioni
a livello di
autonomia scolastica. Qualcosa si sta muovendo,
anche se l'esperienza
consiglia comunque di non vendere mai la pelle
dell'orso...
L'informatica ha un
ruolo
notevole in gran parte di questi movimenti. è
evidente che ormai anche
in Italia si comincia a capire che non ha senso
attendere ancora gli
sviluppi delle novità in atto, visto che queste
novità ormai fanno
parte della vita di tutti i giorni. Su questa base è
quindi ovvio
essere d'accordo con qualunque piano di
potenziamento delle strutture
informatiche nella scuola.
Mi sembra a questo
punto
doveroso chiedersi in che modo l'informatica può
entrare nella scuola e
dove. Perché deve essere chiaro a tutti che non si
sta parlando di
insegnare algoritmi e diagrammi di flusso e
programmazione a oggetti a
tutti gli studenti (tali argomenti sono già trattati
nelle scuole dove
la disciplina informatica è presente), ma piuttosto
di insegnare a
tutti gli studenti come sfruttare a loro vantaggio
le capacità di un PC
nell'ambito di qualunque disciplina. Questo è palese
comunque anche nei
piani del Ministero, che sta giustamente bene
attento a non usare mai
termini tecnici nelle sue circolari relative
all'informatizzazione e
non le destina soltanto ai docenti di matematica.
Non sembri forzato
adesso
il
passaggio agli Ipertesti e a Internet. In realtà
tale passaggio è
automatico e diretto. Infatti gli insegnanti,
sicuramente molti, che si
occupano di informatica e di nuove frontiere della
comunicazione, hanno
capito da tempo che un ipertesto si presta come
poche altre cose a
diventare oggetto didattico.
A giudicare dai siti
WEB
costruiti da docenti e studenti delle scuole
superiori, l'esperimento
ipertestuale è già stato intrapreso da molti in
Italia, con risultati
nel complesso, e sorprendentemente, omogenei. L'uso
dell'HTML è più o
meno essenziale, senza fronzoli e senza troppi
tecnicismi, e i temi di
lavoro sono tipici del retaggio interdisciplinare :
un secolo osservato
da più punti di vista, ... una città analizzata
nella sua storia, nei
suoi personaggi, nella sua struttura, ... uno stile
artistico rivoltato
di sotto e di sopra, eccetera.
Infatti, le strutture
ipertestuali sono -come si diceva- simili al
concetto di
interdisciplinarietà. Ma per capire bene il tono con
cui un docente,
come posso essere io, pronuncia la parola
interdisciplinarietà, bisogna
essere vissuti dentro la scuola italiana di questi
ultimi dieci o anche
vent'anni. È un po' come il mito degli edifici
polifunzionali, che ha
sconvolto il cervello di illustri architetti dagli
anni Settanta in
poi. Il mito consisteva nel mettere insieme tutto,
tanto come genere
che come contenuto. Allo stesso modo dell'edificio
polifunzionale,
anche la ricerca interdisciplinare è divenuta oggi
una parola e un'idea
vuota di senso, perché usata troppo. Mettere insieme
tutto, fare una
ricerca onnivora e onnicomprensiva, riassumere in
modo elementare
concetti complessi, appiccicare foto e testi su
fogli extra-strong o
virtuali, può essere forse didattica nella scuola
elementare, o per una
tesi universitaria, ma non può essere didattica
nelle scuole medie
superiori.
Quindi, la prima
osservazione da indirizzare umilmente a quelle
commissioni che lavorano
ai nuovi programmi scolastici, è di stare attenti
alle parole :
"interdisciplinare" è una brutta parola per quasi
tutti, meglio usare
"ipertestuale" visto che quasi tutti non sanno cosa
vuol dire !
La seconda
osservazione è
invece più costruttiva e dovrebbe rappresentare il
succo di questo
discorso : perché un ipertesto dovrebbe essere utile
? come facciamo a
distinguerlo e a caratterizzarlo rispetto alla
interdisciplinarietà ?
come facciamo a evitare che il nostro ipertesto
diventi la copia, bella
o brutta non importa, della solita ricerca
scolastica su San Francesco
(Filosofia e Lettere), la basilica di Assisi (Storia
dell'Arte), Giotto
(Storia dell'Arte e Discipline Pittoriche) e la
Divina Commedia
(Lettere) ?
Supponendo in chi
gestisce
l'organizzazione del lavoro una conoscenza media
(come la mia) del
linguaggio HTML e delle possibilità strutturali
degli ipertesti, va
detto che l'obiettivo didattico di questa attività
si definisce e si
concentra in tre punti :
1 - tramite
l'acquisizione degli elementi fondamentali
dell'HTML lo studente dovrà
giungere a una definizione logica degli elementi
strutturali di un
testo ;
2 - tramite la
costruzione delle parti illustrative, come
immagini e suoni e video, lo
studente dovrà acquisire la moderna nozione di
ipertesto, giungendo a
definire e a inventare individualmente le nuove
possibilità ;
3 - componendo le
novità
sintattiche e formali del nuovo strumento
informatico, lo studente
dovrà acquisire gi strumenti individuali per
riconoscere nella realtà
che lo circonda gli elementi intrinsecamente
ipertestuali, ad esempio
nella sfera pubblicitaria, televisiva,
giornalistica, .... giungendo
alla scoperta che gli ipertesti non sono altro che
una strutturalmente
nuova ma di fatto normalissima forma di
comunicare.
E per quanto riguarda
l'organizzazione, in base ai tre punti precedenti :
1- si deve
pianificare
un
monte-ore per insegnare i rudimenti dell'HTML e
per determinarne
soprattutto le caratteristiche, con particolare
riferimento ai
collegamenti interni ed esterni con altri testi,
figure, suoni, siti
WEB, ecc. L'abbonamento della scuola ad Internet
appare a questo punto
obbligatorio.
2- Una volta
appresa la
grammatica, si dovrà entrare nell'ambito creativo,
prendendo anche come
esempio modelli esistenti di siti WEB commerciali
e non, e cercando di
evitare il rischio della troppa serietà. ... Anzi,
un ipertesto
dovrebbe sempre proporsi in modo accattivante, e
non appare estranea
alla sua filosofia una sorta di sceneggiatura
generale che ne sostenga
l'apparenza.
3 - Una volta
definita
la
struttura, la si dovrà sottoporre ad altri
(vengono subito in mente i
ragazzi di altre classi), discuterla, correggerla,
arricchirla, e
quindi capire che si tratta di un lavoro aperto,
in divenire, in
continuo aggiornamento, MAI chiuso, per sua stessa
natura.
La commisssione dei
saggi
che citavo all'inizio ha scritto nelle sue
conclusioni che la lingua
italiana, la filosofia, l'arte e la musica, la
lingua inglese, la
manualità, l'uso pratico delle tecnologie moderne,
la storia, la
conoscenza scientifica, e le idee e i fatti accaduti
nel Novecento
rappresentano gli argomenti da sviluppare
maggiormente, e infine che
l'apprendimento dovrà avvenire più per moduli che
per materia, secondo
un metodo interdisciplinare (....appunto !)
Anche se
probabilmente non
voluto, sembra proprio un invito a scrivere e a
usare ipertesti nella
aule scolastiche !
Roma - 1997
Su questo stesso
argomento e sui suoi sviluppi, il BTA (Bollettino
Telematico dell'Arte)
ha pubblicato in italiano e in inglese il mio
breve saggio La
didattica
Multimediale, ovvero Teaching
and
Multimedia
Tecne
Essere
ipertestuali
Il titolo di
quest'articolo
riprende, con la dovuta auto-ironia, l'essere
digitali del noto libro
di Negroponte, nel quale era sancita o comunque
prevista come
ineluttabile la vittoria dei bit sugli atomi. Come
dire, la vittoria
dell'informatica sulla fisica, del virtuale sul
materiale, del testo
elettronico su quello cartaceo.
Ho già detto
nell'introduzione che non sono un informatico e qui
aggiungo che non ho
nessun'idea di come funziona il protocollo TCP/IP, e
non credo proprio
che avrò mai voglia di cercare di capirlo.
Tuttavia, so far funzionare alcuni programmi per PC
e so scrivere un
ipertesto, almeno a livello basilare; inoltre faccio
di mestiere
l'insegnante di Storia dell'Arte e cerco di
introdurre, con molta
fatica, l'informatica e la multimedialità a
scuola...
Essere ipertestuali è
un
fatto nuovo, tanto quanto essere digitali. Ma a
differenza della
rivoluzione hardware digitale, che ha forti risvolti
economici e un
substrato di altissima tecnologia e ricerca, la
rivoluzione software
dell'ipertesto non può essere compresa in termini di
quantità e di
velocità, ma soltanto in termini di efficienza
impossibili da calcolare
nel breve termine.
Per fare un confronto, la tecnologia del Cd-Audio ha
soppiantato quella
del disco su vinile nell'arco di dieci anni e ha
rappresentato una
rivoluzione a tutti gli effetti... La cultura
ipertestuale invece non
soppianterà la cultura testuale, e non intende
farlo; la cultura
ipertstuale si aggiunge a quelle precedenti e tende
a diventarne il
riferimento: ma ciò avverrà ineluttabilmente?
L'ipertesto è davvero
meglio del testo?
Queste domande non hanno risposte certe, dal momento
che non siamo in
grado di misurare i valori della cultura.
La mia opinione è che
essere
ipertestuali corrisponde a essere post-moderni e che
la cultura
occidentale del 2000 sarà ancora e soprattutto
post-moderna. Non a caso
gli spunti più interessanti a livello internazionale
sull'evoluzione di
Internet e sull'informatica a scuola provengono
dagli umanisti e non
dai tecnici. E appare chiaro che quanto prima i
singoli intellettuali
affronteranno l'argomento, tanto prima saranno in
grado di partecipare
alle nuove dinamiche di sviluppo.
(L'Italia, con il suo primato di telefonini
utilizzati e
il
suo primato negativo di utenti di Internet, per il
momento dimostra che
la chiacchiera prevale ancora sui contenuti...)
Esaurite le premesse,
occorre definire con chiarezza, a scopo divulgativo
ma non solo, i
termini che si usano.
Che cos'è un ipertesto?
Un ipertesto è un testo in cui sono presenti
elementi di collegamento
con altri oggetti.
Un ipertesto può essere composto da varie parti:
--elementi di testo, elementi grafici come
fotografie e illustrazioni,
elementi animati come film e cartoni animati,
elementi sonori come
parlato e musica;
--collegamenti.
Per creare un ipertesto, bisogna costruire almeno un
elemento della
prima serie e almeno un collegamento. è chiaro
quindi che, data
l'evidenza dei primi, il punto saliente sta nel
collegamento.
Un ipertesto che possieda collegamenti e una sola
forma mediale, sarà
un ipertesto monomediale; un ipertesto completo di
collegamenti e varie
forme mediali sarà un ipertesto multimediale, o
anche un ipermedia. Il
collegamento, o link, è una parola, una frase,
un'immagine o comunque
un singolo elemento della prima serie che consente,
attraverso l'uso
del mouse, di deviare la nostra lettura in un altro
punto
dell'ipertesto. A seconda dei metodi usati, la
parola o l'immagine
risulteranno evidenziate, o con un colore, o con una
sottolineatura, o
con una cornice e sopra di loro il normale puntatore
del mouse assumerà
una forma diversa, spesso quella di una mano, e il
clic del mouse
consentirà il salto ipertestuale.
La nuova pagina nella quale entriamo sarà di nuovo
uno degli elementi
citati, testo, immagine, suono, ma potrà essere
interna (e l'avremo
preparata noi), o esterna (e potrebbe benissimo
essere preparata da
altri che neppure conosciamo!)
Per descrivere la
struttura
di un ipertesto il modo più semplice consiste nel
pensare a che cosa è
l'indice di un qualunque libro e a che cosa sono le
note al testo.
L'indice presenta sinteticamente il contenuto e ci
dice a quale pagina
dobbiamo andare per leggere un determinato
argomento; le note al testo
ci dicono spesso dove potremmo approfondire qualche
argomento, oppure
ci spiegano qualcosa che nel testo non appare
chiarissimo.
Ebbene, un ipertesto ha solitamente un indice come
prima pagina, dal
quale si può saltare direttamente nei punti
indicati; una volta
effettuato il salto si potrà tornare all'indice o
spostarsi altrove.
Quindi, a parte la velocità quasi istantanea di
questi salti, il
concetto è identico.
Lo stesso vale per le note, ma una prima novità
consiste nel fatto che
in un ipertesto non solo è possibile citare un altro
testo o ipertesto,
ma è anche possibile saltarci dentro (se il testo è
nel PC) oppure
collegarsi con esso se fa parte del WEB. (Si
tenga conto che nel
WEB sono inseriti moltissimi testi moderni e una
buona parte di quelli
antichi, e tutte le enciclopedie e i dizionari che
si possono
immaginare).
Definiti i termini,
occorre
ora soffermarci sui contenuti.
Pensiamo a un romanzo trasformato in ipertesto sulla
base del solo
indice: scriviamo l'indice in modo che il titolo di
ogni capitolo
rappresenti il collegamento a quel capitolo. Abbiamo
in pratica
sveltito la consultazione del romanzo, ma non ne
abbiamo certo cambiato
il dato narrativo: se voglio leggere il romanzo
procederò secondo il
consueto ordine lineare. Sarà dopo averlo letto
tutto che apprezzerò le
possibilità elettroniche di saltare qui e là in un
istante... per
rileggere qualcosa che mi ha colpito o per
analizzare certi aspetti che
coll'evolversi della trama si sono chiariti
meglio...
Si nota subito, credo, che la natura dell'ipertesto
appare più adatta a
materiale documentario e saggistico piuttosto che a
materiale poetico o
narrativo; questo perché la frammentazione implicita
nell'ipertesto è
congeniale alla saggistica, che non è sempre
lineare.
Tuttavia, è evidente che può, o meglio potrà,
nascere una letteratura
ipertestuale, basata su strutture non lineari che
sfruttino al meglio
le possibilità dell'ipertesto.
Il concetto di reticolo sta emergendo da solo.
L'ipertesto infatti non
è lineare, ma reticolare.
Personalmente non so se davvero, come molti
sostengono, il reticolo sia
una forma simbolica più adatta a definire il
funzionamento della mente
umana rispetto a una linea... e non so se funzioni
meglio. Sono quasi
convinto però che non possa funzionare peggio e
quindi mi sembra
davvero interessante sperimentarlo!
Roma - 1999
Tecne
Tipi e
forme
delle pagine WEB
Prima di addentrarci
in
quel
nuovo mondo rappresentato sinteticamente dalle
parole WWW, WEB,
Internet, Rete, Cyberspazio, proviamo per pochi
attimi a riflettere e a
ricordarci di come appare, in questo vecchio mondo,
l'ambito specifico
delle pubblicazioni periodiche a stampa.
L'aspetto esteriore è estremamente vario e mutevole,
dai quasi-libri
rilegati ai quotidiani di grande formato, dai
periodici specializzati
ai rotocalchi popolari. Entrare in un'edicola ben
fornita, come quelle
delle stazioni ad esempio, vuol dire sottoporsi a un
bombardamento
visivo di copertine coloratissime e lucide, che
sembrano anche molto
simili.
Dopo un primo istante, tuttavia, probabilmente
indirizzati dal sistema
d'ordine predisposto dall'edicolante, ci troviamo a
essere artefici di
una veloce selezione visiva.
Le copertine dei settimanali femminili e quelle dei
rotocalchi a base
di gossip, ad esempio, sono effettivamente simili
per dimensioni, ma
non per stile; la rivista femminile appare di
misurata sobrietà, c'è
un'unica modella in copertina, e oltre al nome della
rivista ci solo
uno o due titoli di richiamo; il rotocalco è invece
caratterizzato da
una voluta confusione e sovrapposizione di immagini
e titoli, punti
esclamativi e punti interrogativi.
Non è un caso; se infatti si osserva con attenzione
l'insieme delle
pubblicazioni, si scopriranno tipi definiti con
precisione per ogni
genere, dalle riviste d'arte a quelle pornografiche,
dalle
specializzazioni sportive a quelle tecnologiche, dai
fumetti alle
parole incrociate, dalla rivista per culturisti a
quelle degli
antiquari.
Prima considerazione:
le
riviste presenti in questa singola grande edicola
sono numerosissime,
moltiplichiamole per un numero di pagine medio
equivalente forse a
quaranta, poi immaginiamo realisticamente che ci sia
una grande edicola
come questa ogni diecimila abitanti e moltiplichiamo
il precedente
totale per la popolazione del paese divisa per
diecimila .... E
proviamo a immaginare di fare i conti rispetto al
mondo!
In ogni caso, per difetto o per eccesso, la cifra
risultante è
spaventosa: centinaia di migliaia di pagine di carta
che ogni giorno,
ogni settimana, ogni mese, vengono costruite,
stampate, e poi
distrutte, in ogni parte del mondo.
Da questo punto di vista la rete, il WEB, Internet
in una parola, sono
ecologici, ambientalisti, verdi.... Tutta
l'informazione di Internet,
in completa antitesi con quella della nostra
edicola, è virtuale, cioè
appare solo nello schermo in quanto segnale
telefonico trasformato in
pixel da un modem e da un Personal Computer. Esiste,
ed è comodissima,
la possibilità di stampare su carta quanto appare
sullo schermo, ma in
pratica è una possibilità di limitatissima
attuazione, l'uno per mille
probabilmente. In altri termini, le migliaia di
pagine-WEB di sport,
pornografia, cinema, caccia, arte, ricamo,
informatica, scienze,
medicina, fumetti, ....... pubblicate in Internet
non determinano
l'abbattimento di alcuna foresta amazzonica.
La seconda
considerazione
è
invece meno pratica e molto più teorica: pur non
essendo materiali, o
meglio cartacee, anche le pagine WEB hanno creato
dei tipi e questi
tipi somigliano a quelli dell'edicola; ma essendo
genericamente più
recenti e meno specializzati, sono per ora di numero
inferiore e non
immediatamente riconoscibile.
Vale a dire che se in edicola è facile intuire dove
si trova la nostra
rivista preferita sugli animali domestici, grazie
all'abitudine o a una
sorta di filo visivo che prevede una tipologia già
nota, in Rete ciò
non accade negli stessi termini visivi e non è
comunque facile da
definire, per ora.
Con notevole approssimazione, mi sembra di poter
individuare comunque
delle tipologie relative prima alla forma e alla
struttura del sito, e
poi ai contenuti. Come dire che il sito della
Federazione Cacciatori e
il sito della Fiat potrebbero appartenere a una
stessa tipologia,
mentre quello del calciatore Nesta e quello della
Lazio potrebbero
essere diversissimi.
Vediamo allora, come
esercizio e verifica, di filtrare il WEB sulla base
di coppie di
elementi separatori: pubblico o privato, piccolo o
grande,
professionale o dilettantesco, luccicante o
sobrio... Ecco alcuni
esempi determinati dalle varie combinazioni e
comprovati dalla mia
esperienza.
Privato,
grande,
professionale, luccicante
Il Portale

Il grande sito aziendale
Stessa tipologia per
due
situazioni distinte.
Il portale, nelle intenzioni di chi lo costruisce,
sarebbe un sito da
cui partire sistematicamente per la navigazione.
Data questa premessa,
un portale si configura come una raccolta il più
possibile immediata e
comprensibile di notizie, collegamenti, pubblicità,
servizi. La
struttura dei portali è nata con Yahoo! e il sito
americano ne rimane
il prototipo. La miglior qualità visiva dei portali
si ottiene con
schermi da 19 pollici in su e questo ne limita la
fruibilità ai
professionisti o a chi possiede una vista perfetta.
La fabbrica di
automobili
F.
ha costruito un grande sito per presentare i suoi
prodotti. La
copertina è dominata dal logo della società e da una
serie di effetti
visivi, animazioni e fotografie scintillanti. Può
esserci anche un
motore di ricerca interno al sito, che tuttavia
funziona malissimo
perché le parole su cui lavora sono troppo poche. I
collegamenti sono
dedicati ai modelli di auto prodotti e ai luoghi di
produzione. La
pagina dedicata allo stabilimento X è comunque quasi
sempre deludente,
si vede qualche foto e si ripetono i modelli
prodotti. I modelli sono
presentati con spreco di fotografie, ma con pochi
disegni tecnici, che
sarebbero molto più interessanti.
Pubblico,
piccolo, professionale,
sobrio
Il piccolo sito
locale
Il comune di O. ha un piccolo sito, di interesse
pubblico, costruito da
una società specializzata, destinato a favorire e
sostenere il turismo
del comune. Siti come questo ce ne sono migliaia nel
mondo: nella prima
pagina (o nelle prime righe della prima pagina) c’è
una foto, lo stemma
o una qualche immagine del comune; poi vari elenchi
relativi ai servizi
e alle infrastrutture del paese; le pagine collegate
sono abbastanza
brevi e nel complesso noiose, anche se la qualità
delle immagini puo’
essere ottima. Il sito del Comune di O. nel
complesso è sobrio,
contiene pubblicità esplicita in modo limitato,
molto maggiore semmai è
la presenza di sponsor.
Privato,
piccolo,
dilettantesco, sobrio
Il piccolo sito
privato
Il signor Ben si è
costruito
un sito personale, dove si presenta, fa vedere le
proprie attivita’
preferite, elenca siti che gli piacciono e, se ha
talento di scrittore
o di artefice, offre in pasto al pubblico del WEB la
sua produzione
artistica. La struttura di questi siti non è banale,
ma si presenta in
genere con un aspetto semplice, poche cose ma
vistose, perche’ le cose
da presentare sono appunto poche. E’ un po’ il
vecchio problema di
riuscire a scrivere un curriculum vitae che non si
esaurisca in sole
cinque righe. I più disinvolti tra i privati
tuttavia forniscono a
volte una mole notevolissima di informazioni sui
loro argomenti
preferiti, ad esempio è tipico trovare in siti di
questo genere i testi
o le musiche dei gruppi o dei cantanti più famosi
grazie all'iniziativa
disinteressata dei loro sostenitori.
Privato,
grande,
professionale, sobrio
Il grande sito
tecnico
Equivalente a una
rivista
tecnica, questo tipo propone elenchi su elenchi di
programmi, software
di ogni genere per ogni esigenza, gratuito o a
pagamento. Qualche
immagine per decorare gli elenchi non modifica il
contenuto, che è
strettamente funzionale. La pubblicità viene
controllata, ma in qualche
caso incomincia a essere noiosa.
Pubblico,
grande, professionale,
sobrio
Il sito pubblico di
ricerca
Università,
ministeri,
centri di ricerca, sono stati tra gli iniziatori di
Internet e un tempo
vivevano dentro strani archivi FTP rintracciabili
con sistemi
informatici che oggi fanno sorridere. Si sono
aggiornati utilizzando
strumenti grafici accattivanti, ma continuano
fondamentalmente a
proporre materiale aggiornato relativo alla ricerca
o alle attività
specifiche.
Roma – 1999
Tecne
La
Nuova
Fenomenologia dello Smanettatore
Questo articolo
aggiorna
la
precedente "Fenomenologia", scritta nel 1997, che mi
ha procurato una
piccolissima notorietà in Internet.
Era tempo di aggiornarla, senza comunque modificarne
il succo, visto
che gli smanettatori, o smanettoni come qualcuno
preferisce, ci sono
ancora e sono diventati un esercito da quando la
moda di Internet è
entrata di prepotenza anche in Italia. E lo
Smanettatore che naviga in
rete richiederebbe una penna più abile e feroce
della mia ....
Smanettatori lo
siamo
un
po' tutti, in tanti campi diversi, e quindi quello
che segue
rappresenta un affettuoso e non malizioso
ritratto-autoritratto di chi
legge e di chi scrive...
Chi è uno
smanettatore?
Ne esistono in tutti i campi, in primo luogo i
ragazzini in
motocicletta che si impennano, i tennisti che
sparano a trecento
all'ora sulle gradinate, i pittori che imbrattano
le tele spruzzando
colore dai tubetti, gli imprenditori che rischiano
oltre i limiti del
rischio.
Nel mondo dei PC
lo
Smanettatore è mitico. Metà degli utilizzatori di
PC smanettano, chi in
un verso chi nell'altro, senza troppi danni, ma di
pericolosissimi
smanettatori al cento per cento ne esitono davvero
tanti, forse più che
nelle altre categorie. Vediamo allora di imparare
a riconoscerli.
****
Lo Smanettatore non è
molto
veloce sulla tastiera, perché non ha mai imparato a
scrivere a
macchina, ma se ne fa un vanto, perché questo lo
distingue appunto dai
semplici dattilografi.
****
Lo Smanettatore ha un
enorme
rimpianto del DOS, che non conosce affatto. Ai tempi
del DOS, salutava
ogni nuova versione come straordinaria e avviava
Windows. Provate a
chiedegli oggi se sa quale versione del DOS sta
funzionando insieme a
Windows 98.
****
Lo Smanettatore usa
di
preferenza il mouse. Considera strani trucchi quasi
tutte le
combinazioni di tasti. Tuttavia non si è mai accorto
che il mouse
esegue anche azioni imprevedibili, come selezionare
insieme più oggetti
o selezionare un intero testo in tre colpi (MSWord
97).
****
Lo Smanettatore crede
che
WIN98 sia uguale nella sostanza a WIN95, proprio
come credeva che WIN95
fosse una semplice variazione di Windows 3.1, la
prova sta nel fatto
che il Solitario è sempre lo stesso.
[Test : chiedetegli se sa come modificare l'avvio
del sistema
operativo].
****
Lo Smanettatore si
era
specializzato nel pasticciare con il config.sys,
l'autoexec.bat e se
possibile con BIOS e SETUP iniziale. Oggi ne sente
la mancanza... nei
primi tempi di WIN95 ha toccato l'autoexec.bat e ha
impallato tutto. La
colpa naturalmente era di un virus. Da quando ha
WIN98 comunque non
tocca più nulla e sostiene che quei file sono
inutili.
****
Lo Smanettatore ha un
terrore sacro di aprire fisicamente un PC, ma
racconta di averlo fatto
molte volte.
[Test : controllate se afferma che, "beh, non è poi
così facile,
mettere una nuova scheda plug-in"].
****
Lo Smanettatore non
sa
usare
neppure i più comuni programmi, vale a dire che li
usa a modo suo.
Spesso non sa che CTRL e ALT possono essre
utilizzati anche per
funzioni diverse da CTRL + F4 e simili. Il tasto
destro del mouse è una
baracconata di Bill Gates. Le "opzioni"
rappresentano per lui una
specie di cervellotico geroglifico, che
continuamente cerca di
modificare vantaggiosamente e che continuamente gli
si rivolta
contro... Se gli mostrate qualche possibiltà, dirà
che sono cosette,
come dire che lui le conosce bene e che in realtà
non modificano nulla.
****
Lo Smanettatore ha
imparato
venti parole d'inglese, si ricorda qualcosa dalla
scuola media e
afferma di parlare due lingue perfettamente
(sarebbero l'italiano e
l'inglese). Dovendo installare un programma in
originale, schiaccia
sempre YES e si ritrova in situazioni assurde ... a
questo punto
afferma che quel programma non è compatibile con
WIN98 oppure che è
affetto da virus oppure che ci deve essere stato un
errore di input.
****
Lo Smanettatore
racconta
di
aver capito difficilissime istruzioni in puro slang
americano per
intuito. Se gli si fa notare che le istruzioni non
possono essre
scritte in slang, fa una smorfia come per dire che
gli americani sono
capaci di tutto e che lui li conosce bene.
****
Lo Smanettatore non
ha mai
letto un manuale, un testo di informatica, un
articolo di rivista e
neppure l'help-on-line, e per questo afferma
giustamente che usare il
PC non richiede grande fatica. Lui ad esempio, dando
per scontato che è
un mago dei PC, è riuscito a imparare EXCEL in una
serata.
[Test : cercate di appurare se lo Smanettatore non
sia per caso
convinto che i fogli elettronici sono delle
tabelline vuote in cui
infilare vocaboli e numeri].
****
Lo Smanettatore è
abbonato
a
Internet, ma non è mai andato oltre il WEB a livello
passivo. Usa la
posta per scrivere a se stesso ed è tutto contento
se TINClub gli fa
sapere ogni giorno il santo preposto. Gli potrebbe
anche interessare
tutto il resto, ma non ne ha il tempo e fa capire
che in fondo è roba
di poco interesse.
****
Lo Smanettatore è
abbonato
a
Internet, ma in realtà gli ha fatto tutto il solito
amico espertissimo
che ha usato un Cd-Rom distribuito gratuitamente.
Tutt'e due sono
convinti che Internet Explorer sia l'unico programma
necessario e,
anzi, sotto sotto si sono convinti che Bill Gates
abbia comprato anche
la Rete.
****
Lo Smanettatore è
abbonato
a
Internet, ma diffida di qualunque operazione che
possa violare la sua
privacy. Quindi, lui che di solito fornisce i propri
dati al telefono
anche alla prima tampinatrice di un'azienda
farmaceutica, non scrive il
proprio indirizzo di e-mail in nessuna form, e
figuriamoci il numero
della carta di credito per un acquisto on-line.
Manifesta tuttavia
delle grosse riserve sul provincialismo degli
italiani, che secondo lui
rappresenta la causa della nostra arretratezza in
questo settore.
****
Lo Smanettatore non
ricordava mai le sigle dei file neppure quando ce
n'erano in giro una
ventina, e oggi, non volendolo ammettere, riesce a
storpiarle tutte
penosamente. Il formato PDF diventa di solito PFF,
quello HTML si
trasforma in una specie di HMM e il WRL viene
definito "quello col
vudoppio". Ovviamente, lo Smanettatore odia le sigle
o le abbreviazioni
all'americana, che quindi sono un banco di prova
efficacissimo per
smascherarlo: se sentite qualcuno dire ICICU' potete
star sicuri di
averlo trovato!
****
Lo Smanettatore
possiede
sempre il penultimo PC più potente. In pratica, ogni
due mesi
effettuerebbe degli upgrade o sulla CPU o sul
lettore di CD-ROM o sulle
schede di RAM o su qualche altra cosa. Tuttavia,
stranamente, alcuni
programmi recentissimi non gli girano bene... sempre
colpa di un virus.
La verità è che non ha ancora capito a cosa servono
la scheda video e
le prese USB e cerca disperatamente di non farlo
notare.
****
Lo Smanettatore non
fa mai
vedere a nessuno il suo PC, che è in realtà un
dignitoso Pentium 200
con 16 MB di Ram sul quale WIN 98 gira, anche se a
fatica, trasformato
nelle parole in un Pentium III 450 con 128 MB di Ram
e lettore a 40x
velocità. (dati relativi all'autunno 1999)
Roma – 1999
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